Curriculum letterario:
Angela Greco, coautrice insieme con Lilla Rogèc di Ritratto di ragazza allo specchio, Lupo 2008, nasce poco più di un trentennio fa a Massafra (TA), dove vive nel centro storico con il sua adorato cane e il suo novello sposo,. E’un perito agrario, esercitante la professione, con una grande passione (bhe’, forse dovrei dire amore!) per i cavalli, l’Arte, la Murgia e il Sud. Appassionata di scrittura (non ricordo neanche più da quando!), soprattutto di poesia – di cui è uscita una breve raccolta pubblicata in proprio, Presente Imperfetto, qualche mese prima del libro – ha deciso dopo un’assidua frequentazione con l’altra Autrice di far pubblicare questi racconti, scritti in un periodo particolare della propria vita, raccogliendoli in questa opera che segna, per entrambe, l’esordio in campo letterario. Sono racconti definiti “a quattro mani”, ma in realtà ognuna ne ha scritto alcuni, usciti in un volume unico, in quanto legati dal medesimo tema (di cui si può leggere nella scheda tecnica presente anche in rete) e affidati solo ad Angela per motivi di lavoro e di carattere di Lilla, che vive in Provenza dove insegna scrittura creativa.
Angela non si è improvvisata scrittrice, ci tiene a farlo sapere; ha frequentato corsi di scrittura creativa e di grammatica italiana. Appena può dedica il proprio tempo alla lettura soprattutto di Autori contemporanei - di cui ama particolarmente Lucarelli e Camilleri – continuando anche i propri approfondimenti sulla poesia (dalla generazione del ’68 ad oggi), sperando di poter un giorno far rinascere, insieme con altri appassionati, quell’ordito letterario di grande pregio, che fece della nostra provincia un polo di importante voce.
Collabora con alcune testate di associazioni culturali nel proprio paese, scrivendo articoli e partecipandone alle attività, anche per la poca propensione agli svaghi offerti dall’ambiente in cui vive (“Preferisco rimanere a casa a leggere piuttosto che stordirmi in locali dove manca anche l’aria”), frequentando pure salotti letterari presso amici con le medesime passioni.
Idealista, testarda, sempre pronta a dire quello che pensa e sempre con mille cose da fare, Angela Greco si ritiene semplicemente una persona fortunata per tutto quello che la Vita le ha regalato, dagli amici ai dolori, abbracciando il più ampio spazio possibile, che non le hanno mai fatto cambiare il punto di vista del “bicchiere mezzo pieno” e mai tolto il sorriso dalle labbra!
Attualmente sta lavorando alla sua seconda opera, anzi alle sue seconde opere: due racconti lunghi, a sfondo storico, che con molta probabilità usciranno come opere separate, e una silloge poetica che racchiude tutta la produzione di un ventennio di versi e parole sparse, che tanto bene descrivono il percorso che ha condotto Angela alla persona serena che oggi è.
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Il libro: “Ritratto di ragazza allo specchio” di Lilla Rogèc e Angela Greco – LUPO Editore – luglio2008,
è una raccolta di racconti brevi imperniati sulla ricerca dell’identità attraverso l’esperienza del mondo, sulla sensualità corrodente, estenuante ed empatica, e sullo specchio, inteso come soggetto\oggetto attraverso il quale (ri)trovare l’unità.
Il testo è un lavoro a quattro mani: un’esordiente nella prosa della provincia di Taranto, Angela Greco, trentaduenne vivace e testarda alle prese con tutti gli inconvenienti della sua generazione, ed una donna più grande, Lilla Rogèc, insegnante di scrittura creativa della Provenza (dove vive), della quale non si conosce praticamente nulla, se non il fatto che affidi soltanto alla scrittura il suo contatto con il mondo. In maniera del tutto casuale e decisamente fortuita, le due si sono incontrate in un luogo comune, in Puglia, dando avvio ad una amicizia e ad una collaborazione - culminata nella pubblicazione -.
Carne e basta, esperienza e basta, frontalità, tenacia, lealtà e sincerità sono gli elementi estetico-etici con cui Rogèc-Greco temperano a fuoco lento un pasto letterario.
Diciassette storie brevi, scandite e ritmate, nelle quali le Autrici aspirano al centro, senza che il mondo esterno e la rete di comunicazione con gli altri siano esclusi. Soggetti reali che, rapidi agiscono dentro e fuori se stessi, scandendo con un andirivieni di movimenti centripeti e centrifughi il respiro del testo. Respiro ampio e bene espresso sia dal vasto raggio di azione dei luoghi e dello spazio, che dalla scelta stilistica di per sé.
Questi racconti brevi hanno la qualità di poter essere facilmente fruibili da parte sia del lettore inesperto, che ideale (sempre che esista) e presentano una scrittura di livello e “al femminile”. Non a caso è libro femminile per eccellenza, senza leziosità, né falso pudore, senza falsa aspirazione al buonismo, a quella tiepida pronuncia da educanda o peggio educatrice. Le tinte stilistiche e il tono umorale di fondo di ogni storia alludono anche a qualcosa che in taluni racconti coincide con vero e proprio umorismo (sempre più raro nella narrativa contemporanea).
Il riso, mostrando ricerca del contatto, desiderio di empatia e profondità – antidoti di ogni leggerezza – si produce dal bilanciamento tra il venire verso se stessi – accogliendo, creando empatia – fino alla ricerca del proprio centro di donna e l’andare fuori, oltre sé, osservando la scena dall’esterno – moltiplicando in tal modo i punti di fuga, di vista -.
Questo equilibrio incrementa lo spessore dei fatti narrati fino ad un dialogo intimo che è vissuto dallo scrittore e dal lettore.
La scrittura è asciutta, diretta, frontale, a tratti ricercata.
Il testo si articola in una successione che conferisce equilibrio tra i diversi piani narrativi (tra l’uso della prima e della terza persona) e il soggetto, così da scorrere con piacevolezza e profondità al contempo.
Insomma, un prisma che scompone il quotidiano, mettendo in luce sfumature avvolgenti catturate da una penna attenta, elegante e sagace capace di coinvolgere tutti i sensi e che seduce e trasporta il lettore dentro e oltre se stesso.
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