Curriculum letterario:
Giancarlo Sperti (nome di battesimo e anagrafico: Gianfranco), nasce a Talsano, frazione di Taranto, il 24 aprile 1954, dove tuttora abita.
Negli anni settanta milita in un gruppo della sinistra extra-parlamentare, aprendo con altri amici una sezione di “Lotta Continua” a Talsano, che resterà attiva fino allo scioglimento del gruppo nel 1976.
Nel 1975 entra a lavorare nel Comune di Taranto dove dal 1981, dopo essersi diplomato “perito tecnico” con specializzazione in “telecomunicazioni”, si occupa di questioni energetiche in ambito edilizio e, come segretario della Commissione Risparmio Energetico partecipa, nel 1983, alla pubblicazione di un volumetto sulla politica energetica del Comune. Attualmente è funzionario del Comune di Taranto, impegnato nella Direzione Urbanistica e nell’Ufficio Unico del Piano Strategico di Area Vasta.
Si sposa nel 1983, diventando padre di due ragazzi nel 1985 e 1988.
Nella ricerca di dare un senso alla propria vita oltre ogni forma di mondanità, di successo professionale e di gratificazioni materiali, nel 1985 incontra la persona che l’aiuterà a dare alla sua vita quella svolta a lungo e confusamente cercata, così che entra a far parte, con la sua compagna, del “Laboratorio per il Risveglio della Consapevolezza” un laboratorio di yoga guidato dalla Maestra Anita P. Carella di Bari, nel quale continua a praticare seguendo gli insegnamenti dei Maestri della Tradizione.
Incoraggiato e sollecitato dalla Maestra a dare voce alle sue potenzialità creative nella scrittura, maturate attraverso numerose letture e la pratica nella redazione del giornale interno al “Laboratorio”, nel 2004 pubblica, con la casa editrice Antonio Dellisanti Editore di Massafra (TA), il suo primo libro, un romanzo autobiografico dal titolo “Lo yoga dal volto umano”.
Nel 2008 pubblica il suo secondo romanzo, intitolato “Una Vita sospesa”, pubblicato con la casa editrice Progedit di Bari che, così presenta il libro nella quarta di copertina: “La paura della morte, a volte, è paura di non aver “vissuto” abbastanza. Per un coniglio che gli taglia la strada, un uomo perde il controllo della sua auto e finisce in un fossato. Immobilizzato nell'abitacolo, privo di forze e di strumenti per poter chiedere aiuto, comincia a rivivere le scene più significative del suo passato. Sotto shock, il protagonista analizza se stesso e, a partire dall'infanzia, fa luce sugli eventi che hanno influito sulla sua vita e sulla sua personalità. Con questo romanzo, l'autore valorizza la vita nella sua complessità. A partire dal “tutto”, che dobbiamo essere in grado di riconoscere, la volontà umana deve sempre mirare a una continua ricerca, per godere dei particolari che rendono la nostra vita irriducibile, libera dai fantasmi del passato, trasparente dinanzi al presente e al futuro”. In sostanza il libro narra di una vita dove ogni evento, anche tragico può divenire non destino avverso, fato inevitabile da accogliere con rassegnazione, ma motivo di crescita, di riflessione su se stessi, ogni conflitto possibilità di ulteriore conoscenza di sé e dell’altro.
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