| Crispiano è situato a nord di Taranto, da cui dista 16 Km, e si estende
su una superficie di 11.175 ettari, con circa 13000
abitanti. Questa cittadina si trova al centro di una serie di colline come
quella del Monte Specchia (211 metri), il Monte Calvello (228 metri), e il
Monte della Gravina (204 metri). L'origine del suo nome non è ancora certa,
alcuni sostengono che derivi dal nome dei Santi Crispo e Crispiniano che al
tempo di Diocleziano, imperatore di Roma nel 284 D.C., si trasferirono in
questa cittadina dove fu anche costruita una chiesa a loro dedicata; altri
dal nome del Cavaliere romano Crispius al quale fu assegnata l'attuale Crispiano
come spartizione della terra di Taranto che Roma conquistò nello stesso periodo
dopo una sanguinosa battaglia. |

Mappa geografica |

Le grotte del Vallone |
Tuttavia Crispiano non era come la conosciamo oggi, ma poteva essere
definita un villaggio abitato da pochissimi frati rifugiati nelle
grotte in continuo pericolo a causa della dominazione Romana. Soltanto
nell'anno 968 ritornò la pace fra le mura di Taranto, con l'Imperatore di
Oriente Niceforo Foca che permise la ricostruzione della Città e il ritorno alla vita normale. |
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Verso gli anni 1100-1200 Crispiano fu abitata in parte da alcuni martinesi che si impossessarono di alcuni terreni demaniali limitandosi a pagare una piccola tassa all'Arcivescovo di Taranto. Giunsero più tardi altre famiglie dalla vicina Massafra e Alberobello impossessandosi di terreni e dando il via a una serie di bonifiche e coltivazioni che permisero alla popolazione di evolversi e ingrandirsi. Col crescere della popolazione nacque la prima chiesa quella nota oggi come Chiesa Vecchia. |

Chiesa Vecchia |
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Le Gravine |
La facilità di acquistare terreni, l'esenzione quasi totale delle tasse, la comodità di una chiesa sul posto di un sacerdote fisso, favorivano una notevole immigrazione dando il via alle prime costruzioni di case ed edifici che permettevano ai Crispianesi di abitare in una casa più decorose delle grotte, era l'anno 1845.
Ma non molto più tardi, e precisamente nel 1860, Crispiano fu invasa dai briganti, che erano stati soldati dell'esercito borbonico ormai sciolto a causa della caduta della Casa Reale Borbonica a cui si sostituì il Regno Repubblicano.
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A questi briganti si erano aggiunti anche fuorilegge di ogni genere, e stabilitisi a Crispiano, formarono un vero e proprio nucleo terroristico che vedeva al suo capo un ex soldato borbonico di nome Cosimo Mazzeo meglio noto come Pizzichicchio al quale si affiancavano gli ex Sergenti Coppolone, Trinchera, e Capariello. I Briganti fecero piombare la popolazione Crispianese nel più completo terrore, e tutto fu bloccato: lavoro, commercio e comunicazione tra i villaggi. Ormai nessuno più si permetteva di uscire di casa. Pian piano si impossessarono di beni come oro, masserie, case e terreni, non risparmiando di uccidere i legittimi proprietari che avessero opposto seppur minima resistenza. |

Gli ori di Crispiano |

Masseria Belmonte |
Ma col passare del tempo la Guardia Nazionale di Taranto riuscì a localizzare il nascondiglio dei briganti, si unì alle forze armate di Grottaglie e la mattina del 16 Giugno 1863 gli accerchiarono nel loro covo: la fattoria di Belmonte.
Ne seguì una sanguinosa battaglia, i briganti opposero una resistenza disperata fino a quando caddero in uno stratagemma delle forze dell' ordine: queste infatti fingendo una ritirata si fecero seguire dai briganti all'aperto dove ripresero il fuoco abbattendone 17 ferendone 11 e catturandone 18 che vennero fucilati l'indomani.
Tuttavia il loro capo, Pizzichicchio e pochi altri soldati riuscirono a fuggire per essere catturati più tardi alla Masseria Riuggiruddo. Crispiano uscì così da un periodo molto brutto, forse il peggiore della sua storia.
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In seguito, grazie al continuo aumento della popolazione, Crispiano divenne frazione di Taranto, poi verso il 1882 venne presentata al Sindaco di Taranto e al prefetto di Lecce (visto che allora Crispiano era provincia di Lecce) una richiesta di autonomia da parte degli abitanti di Crispiano, per poi ottenerla precisamente il 14 novembre del 1919 quando Crispiano appunto divenne Comune autonomo. Verso i primi del '900 ebbero inizio i lavori di costruzione della Torre Cacace, un monumento storico di Crispiano, voluto dal Commendatore Carlo Cacace come cappella di famiglia. Lì infatti furono sepolti i membri della famiglia Cacace, ma purtroppo le loro tombe furono profanate da vandali in cerca di presunti oggetti di valore.
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Torre Cacace |

La Casa Comunale |
Crispiano orami si evolveva sempre più, con l'inaugurazione dell'ufficio postale e con l'attacco della rete elettrica che avvenne il 7 giugno 1922, si costruì contemporaneamente anche l'attuale Cimitero, in seguito si sono successe varie Amministrazioni Comunali che hanno più o meno risollevato le sorti del nostro Comune; il resto è storia contemporanea. |
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