La violenza non è amore

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Crispiano, 3 dicembre 2017

E’ stato promosso, dall’Istituto alberghiero “E. Morante” di Crispiano, un incontro, nel teatro comunale, sul tema “La violenza non è amore”. Un momento di riflessione offerto ai ragazzi di terza media delle scuole “Severi” e ai giovani delle superiori, per respingere e condannare la violenza sulle donne. La scuola invita i giovani a un percorso educativo di rispetto per la persona.

Sono intervenuti la dirigente Concetta Patianna, che ha introdotto l’argomento, la docente Anna Miola come relatrice, la sub commissaria Maria Rita Pollicoro, che ha portato il saluto del Prefetto e comunicato il programma di prevenzione,  il vice presidente della Provincia di Taranto Raffaele Gentile per il saluto, anche a nome del Presidente Tamburrano e nell’occasione ha dato la bella notizia del possibile recupero come  sede alberghiero, del rudere abbandonato da anni in via delle Olimpiadi. Presenti i docenti, le autorità civili e militari( il capitano dei carabinieri della compagnia di Massafra Nicola Leone con il Lgt Cosimo Vinciguerra e il comandante della Polizia locale Donato Greco). Ha coordinato l’incontro il vice preside prof. Antonio Vinci. Gli studenti sono stati invitati a sviluppare un percorso interiore di rispetto per la figura femminile, attraverso una correzione delle proprie emozioni e dei propri sentimenti. Essi spesso assistono ad atti di aggressività e sopraffazione all’interno delle mura domestiche, dove si consumano, purtroppo, la maggior parte degli atti di violenza.

In una società in cui si parla di parità di diritti tra uomo e donna, è venuto meno quel ruolo di dominatore che l’uomo aveva nella società patriarcale, per cui i comportamenti di arroganza e di sopraffazione aumentano, sfociando spesso in soprusi e violenze.

Se mancano dei sani punti di riferimento in famiglia, i giovani possono sbagliare.

Quindi un richiamo ai genitori, che devono aver rispetto per la dignità della persona: niente toni accesi nel dialogo famigliare, che possono degenerare in comportamenti scorretti e facilmente imitabili. I giovani devono educarsi a non considerare la donna un oggetto, un possesso, ma una persona da rispettare nella sua diversità, senza assumere atteggiamenti di squallido bullismo.

L’amore vero non uccide, non basta scrivere sui muri (ha detto il capitano Leone), ma si esprime attraverso piccoli gesti quotidiani di rispetto per la persona. E alle alunne è stato rivolto l’invito a respingere un falso amore, a non tacere, a parlare, a denunciare qualsiasi comportamento lesivo della loro dignità da parte del marito, del compagno, del padre, del fratello. Non bisogna vergognarsi o aver paura di parlare, questi sentimenti deve provarli chi ha commesso atti di violenza, non chi li ha subiti. E’ un percorso lungo, ma necessario, per costruire un mondo più sereno e più libero da vittimismi e da pregiudizi. Le Forze dell’Ordine e la Prefettura  vigilano e svolgono azione di prevenzione sul territorio. Non omertà, ma comunicazione e fiducia nelle persone che operano nel campo sociale.

Al termine gli studenti sono stati invitati ad esprimere le proprie riflessioni.

Michele Annese