“Miracolo” al Parco S. Maria Goretti di Crispiano

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Pensare al miracolo mi sembra eccessivo, e anche irriguardoso nei confronti di Santa Maria Goretti, i cui festeggiamenti si sono svolti, con grande devozione, il 5 e 6 luglio, ma c’é qualcosa di misterioso, in giornate come queste, sicuramente opera della mano dell’uomo, meglio della testa di chi decide. Meraviglia delle meraviglie, i cittadini, anche forestieri, vedono illuminato il bagno del Parco Santa Maria Goretti e, quasi per curiosità più che necessità, visitano il pregevole monumento chiuso tutto l’anno e da molti anni. Certamente l’occasionale apertura sarà opera di qualche volontario, ma l’Amministrazione dovrebbe assicurare la continuità del servizio, magari con qualche rubinetto d’acqua funzionante, considerata la necessità primaria e la costante numerosa frequenza di bambini accompagnati, ai giochi. E’ vero, ci sono gli alberi, angoli idonei, ma è proprio dove giocano i ragazzi, ignari di quello che avviene. A proposito dei giochi, sono insufficienti, non solo nel Parco Santa Maria Goretti; la centralissima villa Falcone e quelle di Carlo Pagliarini e di via Monte Grappa in stato di abbandono, hanno assoluto bisogno di attenzione; sono tanti i bambini che attendono il turno ai pochi giochi che ci sono e tanti completamente impossibilitati. Non ci sono soldi! Si dirà. Certamente è così, ma è bello pensare che per i bambini ci possono essere degli sponsor o delle gare di solidarietà, come nobilmente è stato fatto dai “grillini”, non ancora al potere, con l’altalena per disabili, purtroppo utilizzato per tutt’altro, compreso il sedersi. Altro problema infatti sono le panchine, assolutamente insufficienti; la gente, chi può, porta le sedie da casa; chissà se in depositi comunali  ci sono panchine abbandonate, che potrebbero essere riutilizzate,  solo dando una mano di pitturazione, oppure incentivare le donazioni. Ovviamente, la pulizia e il taglio dell’erba, come è stato fatto recentemente, e la vigilanza, anche occasionale, salverebbero il patrimonio esistente dal degrado, e anche dall’uso improprio delle attrezzature. Gli Amministratori, così come hanno fatto in campagna elettorale, oltre alle sedi e agli orari di ricevimento, farebbero bene a farsi vedere nei quartieri, per vedere e sentire i bisogni della gente. La sola notizia del sindaco Lopomo di aver dato, con il prezioso contributo di volontari, una pulizia alla villa Falcone e chiuse le prime buche nelle strade, ha creato entusiasmo nella gente e accresciuta la speranza di crescita del paese. Un proverbio recita: “chi inizia bene è a metà dell’opera”, oppure: “chi ben inizia bene finisce”. Allora per ora fidiamoci dei proverbi, poi aspettiamo i risultati promessi e prima ancora di nuovi miracoli auspichiamo gli interventi segnalati.

Michele Annese