Mottola, 20 dipendenti senza stipendio da 4 mesi: dichiarato lo stato di agitazione nella RSSA

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Sono Oss, infermieri, ausiliari, educatori, fisioterapisti e personale amministrativo. Circa 20 famiglie che da quattro mesi non ricevono lo stipendio, malgrado la loro funzione sia di vitale importanza per i 18 ospiti della RSA Umberto I di Mottola.
Gli ospiti sono anziani con varie disabilità e gravi segni di demenza che in quelle persone che li accudiscono ogni giorno hanno il loro principale punto di contatto con la normalità. Una normalità che in realtà di normale non ha molto e che – come dicono i lavoratori della struttura – ogni giorno si è costretti ad addolcire o nascondere per evitare di aggiungere disagio a disagio.
Ora quella condizione viene allo scoperto grazie alle denunce dei lavoratori e della Funzione Pubblica CGIL che proprio su questo fronte da anni, e per finire dallo scorso settembre incalzano la Salento Servizi per il rispetto degli adempimenti contrattuali.
Stiamo per indire una assemblea sindacale su piattaforma digitale – spiega Tiziana Ronsisvalle, segretaria della FP CGIL tarantina – perché il grado di esasperazione all’interno di quella struttura è alto. Operatori che per senso di responsabilità professionale e umana non hanno mai fatto un passo indietro rispetto a quelle funzioni neanche quando il pericolo Covid ha bussato alla porta della residenza socio assistenziale della provincia di Taranto.
Sulla condotta della Salento Servizi incalza la Ronsisvalle.
Vi sono questioni che furono poste anche nel confronto in Prefettura nello scorso settembre, con referenti aziendali della Salento Servizi, direttore generale e responsabile dell’area socio-sanitaria dell’ASL – dice la segretaria territoriale della Funzione Pubblica – ma quelle beghe interne su canoni di locazioni non pagati, contratti di concessione non onorati, o il mancato conferimento di ulteriore utenza, non possono gravare sul personale.
Nell’assemblea sindacale che si svolgerà il prossimo 15 dicembre a partire dalle 9.00 e su piattaforma digitale, si suggellerà la proclamazione dello stato di agitazione, ma in assenza di risposte, ribadiscono dalla Funzione Pubblica, il tono dello scontro potrebbe salire.

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