LA CURA DEGLI ALBERI E LA SICUREZZA DELLA CITTA’


Presentati alla Biblioteca civica “C. Natale” gli esiti della valutazione di stabilità del patrimonio arboreo
comunale. Nessuno dei 382 alberi esaminati è risultato privo di difetti significativi. Palmisano: “Il verde
è stato trattato come un residuo, ora diventa un’infrastruttura della città”.
Giovedì sera, nella sala della Biblioteca civica “C. Natale”, sono stati illustrati i numeri della ricognizione
sullo stato di salute degli alberi – di un parte, ancora – presenti nel centro urbano. Ma più dei numeri c’era
la storia di alberi piantati troppo vicini e mai diradati, potati in fretta con tagli drastici, chiusi nell’asfalto
fino al tronco. L’incontro “La cura degli alberi, la sicurezza della città”, ottavo capitolo del percorso
partecipativo “Costruire Bellezza”, ha restituito al pubblico presente l’esito del lavoro svolto in estate su
382 alberi delle scuole Mancini e Severi e di alcune strade e piazze del centro, e tutt’ora in corso per altre
centinaia di esemplari. Sempre in ambito urbano.
108 alberi, quasi tre su dieci, sono in classe D per i quali, quindi, il loro margine di sicurezza naturale è
esaurito e vanno abbattuti. Quindici sono già secchi. Altri 210 presentano difetti che richiedono potature e
controlli periodici. Ottantadue degli alberi da abbattere si trovano nei cortili delle due scuole.
Ad aprire la serata è stato il sindaco Luca Lopomo che, dopo i ringraziamenti di rito rivolti agli uffici
tecnici, al consulente agronomo ed allassessorato ai lavori pubblici, ha rappresentato la responsabilità che
avverte, tutta, in materia di sicurezza urbana con particolare riferimento allo stato di conservazione del
patrimonio arboreo crispianese.
L’assessore ai Lavori pubblici, Urbanistica, Patrimonio e Manutenzione, Michele Palmisano, ha legato i dati
a una responsabilità che va oltre la cronaca. “Leggendo le schede albero per albero si capisce che non è
stata una sfortuna”, ha spiegato. “Per decenni ci siamo raccontati che la natura si arrangia. In un bosco
può persino essere vero, ma nei centri urbani non lo è per niente. Il verde, in questo paese, è stato trattato
come quello che resta dopo aver tracciato lotti, strade e parcheggi, e nei bilanci la sua manutenzione è
stata spesso la prima voce da tagliare. È una responsabilità politica, locale e nazionale, ed è il momento
di dirlo con chiarezza.”
Palmisano ha poi illustrato la risposta dell’amministrazione, costruita dentro i vincoli del piano di
riequilibrio finanziario. “Abbiamo deciso di partire dalla conoscenza: prima capire, poi intervenire, poi
programmare”, ha detto. “Il censimento di altri 380 alberi è in corso. Il Piano urbano della mobilità
sostenibile, il regolamento edilizio, il PAESC e il Piano strategico del verde (in fase di adozione)
confluiscono nel Piano urbanistico generale in corso di redazione: regole che tutelano quello che resta
del patrimonio arboreo, urbano e rurale, e lo preparano agli effetti del riscaldamento globale. Per questa
Amministrazione il verde non è uno standard ma un’infrastruttura, come le strade e le reti, e che pertanto
deve essere progettato, manutenuto e tutelato anche per la funzione ecosistemica a cui assolve.”
Il dottore agronomo e architetto del paesaggio Giovanni Battista Guerra, che ha condotto la valutazione
con il metodo VTA, ha accompagnato il pubblico tra le schede tecniche. Ha raccontato di un lavoro di
censimento e ricognizione del patrimonio arboreo, tuttora in corso, e che al momento ai attesta a circa
400 esemplari dislocati in ambito urbano. Guerra ha anche ricordato una regola di prudenza valida per
tutti: con l’allerta meteo gialla è bene non sostare sotto gli alberi. Circa l’80% degli alberi urbani soffrono
una condizione di criticità e, tra questi, circa un centinaio sono gli alberi da abbattere perché classificati in
categoria D del sistema di valutazione VTA.
L’intenzione dell’amministrazione comunale è rimpiazzare ogni albero abbattuto e rafforzare la presenza
sulla base delle indicazioni degli specialisti e, compatibilmente con le disponibilità di bilancio. “Impostare
un piano ed un programma, che vada oltre questa amministrazione, e che dunque garantisca anche a chi
amministrerà Crispiano in futuro, è una delle mie priorità”. Saranno scelte specie adatte al clima e al
paesaggio locale, come roverella, leccio, fragno, piantate alla giusta distanza e con suolo sufficiente. Per
ogni albero dovranno essere previsti ciascun il tempo giusto di irrigazioni di soccorso e cure e garantirne
l’attecchimento.
“Un albero piantato oggi darà ombra fra vent’anni”, ha concluso Palmisano. “Serve una politica che
pensi a chi verrà dopo. E serve anche la Comunità che segnala un ramo pericoloso, che rispetta un
albero appena piantato e dà una mano nelle estati difficili.”
L’incontro è stato promosso dall’Assessorato ai Lavori pubblici e all’Urbanistica del Comune di Crispiano,
che aderisce alla Rete dei Comuni Sostenibili. L’incontro sarà pubblicato sui canali social per favorire la
massima condivisione. Presto la documentazione tecnica sarà consultabile sul portale del comune di
Crispiano.