Crisi, ultimo atto

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Dopo ben cinquanta giorni, rispetto ai dieci previsti dallo Statuto comunale (art. 34 comma 3), si è finalmente conclusa la crisi politico – amministrativa iniziata con l’azzeramento della giunta, dalla quale il sindaco e la maggioranza escono fortemente ridimensionati.
Infatti la crisi è andata ben oltre i tempi consentiti e solo il ricorso al Prefetto da parte del capogruppo del PDL ha indotto il sindaco, in tutta fretta, a conferire le deleghe assessorili e gli incarichi vari. Rimane dunque agli atti la palese violazione istituzionale e quasi due mesi di inerzia nella vita amministrativa del paese.
Dalla verifica politico-amministrativa che ne è seguita, la maggioranza che fa capo al sindaco si è ridotta, passando da 14 a 11 consiglieri. E quale rilancio dell’attività amministrativa si può realisticamente immaginare, se dalla maggioranza sono usciti tre fra gli assessori più fattivi ?
Ancora. La lista unitaria “Uniti per Crispiano” si è sciolta come neve al sole con la contestuale adesione al PD di tutta la maggioranza, ad eccezione del presidente Luccarelli. Scelte politiche adottate senza nessun coinvolgimento della base elettorale. E’ così che la sinistra dà lezioni di democrazia ? La maggioranza ridottasi a 11 consiglieri, sindaco compreso, non è più maggioritaria in termini di voti e consensi espressi rispetto alla lista del PDL, e come tale non merita più di governare.
Fatte queste premesse, il dato che più di ogni altro i cittadini di Crispiano hanno colto in tutta questa vicenda, è la profonda litigiosità che ha accompagnato questi primi due anni di vita della seconda giunta Laddomada. Un dissidio prima sotterraneo, che è aumentato in occasione delle provinciali, fino ad esplodere negli ultimi tempi, pregiudicando l’attività amministrativa. E a pagarne le conseguenze, alla fine, è stato solo il paese. Rifiutarsi di votare il PUG per come è stato confezionato, motivando il non voto dicendo testualmente “non vogliamo mettere le mani in pasta”, è una affermazione di assoluta gravità, di fronte alla quale nessuno può rimanere insensibile.
Ed invece – strategia ufficiale della maggioranza – la cosa si fa scivolare, facendo finta di niente. Parlano i fatti.
Se a questa affermazione, come sembra, non c’è stato alcun seguito, la cosa preoccupa ancora di più, perché evidentemente tutti i cittadini sono portati a pensare che le cose stanno proprio così ! Per molto meno – contro una nota anonima dal titolo “il paese dei furbetti” – la giunta Laddomada ha fatto sapere di aver sporto querela contro ignoti. Qui invece l’autore è noto, ma si continua a fare finta di niente. Scelte, sulle quali i cittadini riflettono.
Di fronte allo sconquasso di una maggioranza che rimane tale solo nei numeri, ma non lo è più nelle coscienze dei crispianesi, di fronte alle scelte strategiche che si è chiamati a fare con l’adozione di un PUG che interesserà lo sviluppo del nostro territorio per gli anni a venire, di fronte a tutte le varie emergenze che il territorio pone, è impensabile che una maggioranza risicata e che non è più l’espressione maggioritaria degli equilibri politici attuali, gestisca questi eventi, sui quali, invece, andrebbero ricercate ampie convergenze. E’ necessario ridare la parola agli elettori, andare a nuove elezioni ed eleggere una nuova classe dirigente che, invece di essere attaccata alla poltrona e riservare ai cittadini solo le briciole del proprio tempo, abbia veramente a cuore le sorti del nostro territorio. Occorre cambiare registro e porre il cittadino al centro dell’attività amministrativa, aumentando i servizi da rendere alla cittadinanza e, laddove possibile, diminuire le tasse che oggi sono ai massimi livelli.
Oggi la base elettorale del sindaco è fortemente minata da promesse e aspettative che, attraversando varie campagne elettorali, sono rimaste non mantenute, e la recente sconfitta del fratello, candidato alle provinciali, è la prova evidente di un declino politico ormai inesorabile; così molti consensi, insieme ad altrettante promesse, si sono spostati, rimanendo sempre a sinistra, sponda Conserva.
Rimanere a tutti i costi, ostinatamente, attaccati alla poltrona, non prendere atto dei nuovi equilibri politici che sono nel frattempo emersi, non è un atteggiamento politicamente corretto.
Crispiano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno, Laddomada non può continuare a dedicare solo due ore alla settimana alla ricezione del pubblico, per non parlare degli altri. I cittadini non trovano ascolto, non hanno più riferimenti e non sanno più a chi rivolgersi. Si avverte la necessità di un vento nuovo che spazzi via tante negatività, di un senso di correttezza che non c’è, di verità sulle cose fatte e dette. Di un confronto politico leale che, pur nella diversità delle posizioni, si liberi dai veleni che, ad arte – ci sono dei maestri insuperabili – in svariate occasioni vengono messi in giro nel tentativo di annientare l’avversario politico di turno. Basta, voltiamo pagina, partiamo da Crispiano con il nostro esempio.
Un’ultima considerazione di stretta attualità.
E’ politicamente corretto fare il cosiddetto “salto della quaglia”, ovvero passare dai banchi della minoranza a quelli della maggioranza ? E’ forse azzardato ritenere che l’attuale strategia del sindaco sia funzionale a questo salto ? E’ forse un caso che il sindaco abbia nominato solo cinque assessori ? E abbia trattenuto nella sua persona le deleghe ai servizi sociali e bilancio, per poi liberarsene, a favore della quaglia di turno che andrà a puntellare la sua maggioranza ? Il sospetto c’è.
Perché il sindaco non dà a nessun consigliere la delega al personale ? Semplice, non dà spazio a nessuno. E’ un po’ come la candidatura del fratello, candidato alle scorse regionali, candidato alle ultime provinciali, oggi ancora candidato alle regionali. Prossimo candidato sindaco ? Perché no ? E’ la logica laddomadiana, dopo il sindaco c’è il buio, e poi perché… non c’è due, senza tre !
E’ vero che la politica può assumere dimensioni di assoluta spregiudicatezza, e a Crispiano gli esempi non mancano, anzi.
L’auspicio è che la coscienza civica dei nostri concittadini sia, oggi più di ieri, in grado di fare le opportune valutazioni e sia premiale non verso chi fa del trasformismo e del potere a tutti i costi la propria bandiera, ma piuttosto faccia prevalere le ragioni della coerenza e ancori la rappresentanza politica ad un’investitura democratica e popolare, dicendo basta, una volta per tutte, alle furbate e ai soliti giochi di potere.

Crispiano, 23 marzo 2010

Fonte: Michelangelo Serio Capogruppo PDL

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