Presentata a Crispiano la bozza del Piano Strategico del Verde “L.I.N.F.A.”
Si è svolta ieri pomeriggio, presso la Biblioteca Civica “C. Natale” di Crispiano, la presentazione pubblica della
bozza del Piano Strategico del Verde del Comune di Crispiano, denominato L.I.N.F.A. (Legami, Integrazione,
Natura, Flussi, Adattamento). L’iniziativa rientra nel percorso partecipativo “Costruire Bellezza”, capitolo 7, ed
è stata promossa dall’Assessorato ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Patrimonio e Manutenzione in
collaborazione con la Rete dei Comuni Sostenibili.
Ad aprire i lavori è stata la vicesindaca Anna Sgobbio, che ha inquadrato il senso dell’iniziativa nel più ampio
contesto della crisi climatica, richiamando l’episodio della bomba d’acqua abbattutasi il giorno precedente su
Taranto. Sono poi intervenuti il sindaco Luca Lopomo, l’assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e
Patrimonio e Manutenzione ing. Michele Palmisano, l’architetto Giancarlo Mastrovito, urbanista e
paesaggista incaricato della redazione del piano, l’architetto Silvia Viviani, assessora all’Urbanistica e alla
Rigenerazione Urbana del Comune di Livorno e già presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, e il dottor
Giovanni Battista Guerra, agronomo e paesaggista, incaricato dal Comune per la componente operativa
del piano (censimento arboreo, valutazioni di stabilità, piani di manutenzione) e membro del tavolo tecnico
regionale che ha redatto il regolamento sul verde urbano della Regione Puglia. Nel dibattito finale sono
intervenuti i cittadini, tecnici ed esponenti di associazioni presenti in sala.
“Non parliamo solo di alberi buoni e alberi cattivi – introduce la vicesindaca Anna Sgobbio -. Parliamo di
prati, di verde complessivamente come la parte piena della città, quella città che auspichiamo cresca insieme
a noi, dove il clima temperato dal verde ci consenta di vivere più adeguatamente con l’allarmante
cambiamento climatico che si sta ormai condividendo a vari livelli, non ultima la bomba d’acqua di ieri a
Taranto. Chi dice che non abbiamo i cambiamenti climatici probabilmente non vede, non sente o non vuole
vedere e sentire — ma questo ci riguarda relativamente, perché la bomba d’acqua arriva anche se noi non ci
crediamo.”
Il Piano Strategico del Verde nasce dalla constatazione che il patrimonio verde urbano esistente è in larga
parte “residuale”, composto da spazi rimasti per sottrazione rispetto al territorio edificato, distribuiti senza
una logica organica e privi, finora, di un modello di gestione strutturato. L’amministrazione comunale ha
scelto di destinare risorse del proprio bilancio autonomo per trasformare questo patrimonio da somma di
superfici a vera e propria infrastruttura urbana, integrata nel Piano Urbanistico Generale (PUG) di Crispiano.
L’assessore Michele Palmisano ha inquadrato, in questi termini, le ragioni del piano:“Il verde urbano di
questo paese è un verde residuale: rimane lì per sottrazione rispetto al territorio edificato. Ha una sua
funzione ambientale e paesaggistica, ma non è sufficientemente efficace per lo scopo per il quale il verde in
una città deve esistere. Per questo abbiamo scelto di destinare risorse del bilancio autonomo del Comune
per favorire il cambio di paradigma: dal verde come patrimonio generale a infrastruttura.”
Il piano, ha spiegato ancora Palmisano, “supera la logica del piano ordinario — che si limita a dire ‘che
cosa fare’ — per individuare anche ‘come’ e ‘quando’ farlo, attraverso schede di progetto pensate per
garantire l’albero giusto nel posto giusto per lo scopo giusto”.
Il piano si inserisce in un’impalcatura normativa articolata: la Convenzione Europea del Paesaggio (2000), il
Regolamento UE 1991/2024 sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), la legge 10/2013 e il D.Lgs.
42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), la legge regionale 20/2001 e il PPTR pugliese. A questi si
aggiunge il nuovo Regolamento regionale 23/2024 sul verde urbano, che renderà obbligatorio per tutti i
Comuni pugliesi dotarsi di un Piano Comunale del Verde entro 24 mesi, con la possibilità per la Regione di
subordinare l’erogazione di contributi al rispetto di questo obbligo.
Il dottor Giovanni Battista Guerra, membro del tavolo tecnico regionale che ha redatto il regolamento, ha
sottolineato il valore dell’iniziativa crispianese:“siete uno dei comuni virtuosi della Puglia ad aver redatto il
Piano del Verde. La Regione Puglia è pioniera: sarà la prima regione in Italia a dotarsi di un regolamento
che detta i criteri di redazione dei piani del verde, dei censimenti e delle valutazioni di stabilità.” Guerra ha
inoltre richiamato la necessità di superare quella che ha definito “la cultura dell’inaugurazione” a favore di
una cura costante del patrimonio arboreo, basata su valutazioni di stabilità e su un approccio di “triage
arboreo” che corre il rischio al contesto.
Il piano si fonda su un’analisi conoscitiva approfondita del territorio comunale, condotta a due livelli. A livello
territoriale, Crispiano è stata inquadrata come città di cerniera tra la Murgia dei Trulli e la Piana di Taranto,
con specificità idrogeomorfologiche che condizionano biodiversità e vegetazione. A livello urbano, l’analisi ha
incrociato altezze degli edifici, densità volumetrica e abitativa, rapporto tra spazi pieni e vuoti e distribuzione
delle attività commerciali e dei servizi, evidenziando una forte carenza di spazi liberi nel centro città, dove si
concentra la maggior parte della popolazione. L’analisi satellitare dell’indice di vegetazione e della
temperatura superficiale ha permesso di individuare le isole di calore urbane e le aree a maggiore
vulnerabilità climatica, che coincidono in larga parte con le zone più densamente abitate del centro storico.
Su questa base conoscitiva, il masterplan individua sette polarità strategiche — tra cui il polo sportivo, il
centro storico, il parco del Vallone, il polo scolastico e l’area Torre Cacace — e dieci aree bersaglio, ciascuna
corredata da una scheda di indirizzo progettuale che definisce collocazione urbana, caratteristiche
vegetazionali, criticità e potenzialità. Tra le aree individuate figurano l’area del “Vallone” e piazza della
Libertà, via Bari, istituto “Severi”, le scuole “Rodari”, “Mancini” e “Giovanni XXIII”, villetta “Basile”, l’area di
edilizia economica popolare, via Bellini, corso Umberto e via Taranto.
L’architetto Giancarlo Mastrovito, progettista del piano, ha chiarito la filosofia di fondo del lavoro:“Occuparsi
di pianificazione del verde non significa mettere al centro il verde, ma mettere al centro le persone. Avviare
un processo di naturalizzazione di una città significa contrastare l’eccessiva densificazione edilizia dei
decenni passati e rispondere concretamente alla crisi climatica.”
Mastrovito ha inoltre evidenziato il valore del patrimonio scolastico comunale: le aree di pertinenza degli
istituti, che in alcuni casi raggiungono i 4.000 m² e risultano oggi in gran parte inutilizzate o interdette, sono
state individuate come risorsa ecologica preziosa, da aprire ad attività laboratoriali, culturali e ludiche per la
comunità. Il piano propone inoltre la creazione di un parco agricolo nella zona nord del territorio comunale,
in analogia ai contenuti del PUG che prevede il “parco agricolo multifunzionale” nella medesima zona, per
valorizzare la filiera del cibo a chilometro zero e costruire un marchio territoriale, e un intervento dedicato
alla frazione di San Simone, dove è prevista la realizzazione di un bosco urbano multifunzionale nei pressi
della chiesa, come spazio di aggregazione sociale.
Un punto qualificante del piano riguarda la gestione idrica. Le linee guida regionali stabiliscono un principio
netto, richiamato da Mastrovito: “se l’acqua non ce l’avete, non piantate” Per questo il piano prevede la
realizzazione, in ogni scheda progetto, di micro-cisterne distribuite collegate al sistema di scorrimento delle
acque pluviali, per garantire la sussistenza delle piante senza ricorrere in modo sistematico all’acquedotto, il
cui utilizzo per l’irrigazione comporta costi di potabilizzazione molto elevati.
L’architetto Silvia Viviani, assessora del Comune di Livorno, ha condiviso l’esperienza della propria
amministrazione, dove il Piano del Verde è stato inserito direttamente negli strumenti urbanistici, in modo da
rendere cogenti le sue prescrizioni:“Il piano del verde da solo diventa un’agenda importante, ma non è
cogente. Se lo portiamo dentro il piano urbanistico, se la definizione di parcheggio verde entra nelle norme
tecniche di attuazione, diventa obbligatoria. Questo passaggio è fondamentale, perché l’unica agenda
strategica che diventa legge è il piano urbanistico.”
Viviani ha definito il masterplan come uno strumento capace di gestire “l’ultimo miglio” tra pianificazione
generale e progetti concreti, pubblici e privati, sottolineando inoltre l’esigenza di superare i cosiddetti “diritti
pregressi” e i trascinamenti di piano che bloccano l’innovazione urbanistica, richiamando il modello toscano
che prevede la decadenza delle previsioni urbanistiche non attuate entro cinque anni.
Nel corso del dibattito, aperto al pubblico presente in sala, è stato affrontato il tema della sostenibilità
economica di un piano di questa portata. L’amministrazione ha chiarito che il masterplan funge da agenda di
priorità e non solo da programma da realizzare integralmente e in tempi brevi: gli interventi sui singoli poli e
sulle singole schede progetto procederanno per lotti funzionali, in base alle risorse disponibili e ai
finanziamenti pubblici e privati che si renderanno accessibili, valorizzando anche progetti già finanziati come
quello relativo al Vallone.
Il sindaco Luca Lopomo ha sottolineato la valenza sociale, oltre che ambientale, del piano:“questo studio ha
lo scopo non solo di pianificazione urbana del verde, ma anche di pianificazione sociale, lavorare perché
non ci siano isole di calore nel centro urbano e salvaguardare la popolazione più fragile — anziani,
bambini, famiglie — ha una valenza estremamente sociale. Ha un valore di pianificazione trentennale,
cinquantennale: bisogna capire che cosa bisogna fare oggi a Crispiano per dare un indirizzo che resti non
solo a noi, ma anche alle amministrazioni future.”
Il confronto con la sala ha portato all’attenzione dell’amministrazione diversi temi complementari al piano.
Una ricercatrice sociale ha invitato a collocare Crispiano in una prospettiva più ampia, quella che con il
sociologo Aldo Bonomi viene definita “piattaforma territoriale”: la vicinanza all’area industrializzata di Taranto
e Massafra attribuisce a Crispiano, oltre al ruolo di cerniera ecologica già evidenziato da Mastrovito, anche
una funzione di territorio cuscinetto capace di mitigare gli effetti dell’industrializzazione. Nello stesso
intervento è stato richiamato il tema, non ancora affrontato nel piano, della gestione dei rifiuti nelle aree
verdi, e l’esigenza di un patto tra enti pubblici e privati che superi la logica per cui la cura del territorio
compete soltanto all’amministrazione. È stata inoltre sollevata una sollecitazione sul tema del turismo: prima
di governare i flussi turistici, è stato osservato, occorre interrogarsi sui bisogni della popolazione residente, in
particolare di quella anziana e infantile.
Un cittadino ha chiesto chiarimenti sulla effettiva sostenibilità economica e sui tempi di realizzazione del
masterplan, ricevendo dall’amministrazione la conferma che l’attuazione procederà per priorità e per lotti
funzionali, secondo le risorse via via disponibili, e non come programma da realizzare integralmente in tempi
brevi. Un altro intervento ha proposto di valorizzare nel piano anche le aree di connessione simbolica con le
persone, ad esempio attraverso un “parco della memoria” legato alla cura di un albero, e iniziative di
compensazione ambientale da parte di associazioni ed eventi cittadini.
Nelle conclusioni dell’incontro, l’assessore Palmisano ha richiamato il senso ultimo dell’iniziativa:“L’obiettivo
principale di questo lavoro è creare un modello di gestione del nostro patrimonio verde, con una strategia e
degli obiettivi. Fino ad oggi, a Crispiano, un modello di gestione del verde non è mai esistito: il risultato è
stato affidato alla sensibilità individuale di chi, di volta in volta, se ne è occupato. Questo Piano strategico
non risolverà i problemi immediati – per quelli stiamo lavorando parallelamente con la manutenzione e con
il recente affidamento della consulenza agronomica finalizzata al censimento ed al piano di manutenzione
del verde – ma con una prospettiva di lungo respiro, iniziamo un percorso di cambiamento che potrà
tradursi, attraverso le schede progetto, in interventi concreti e nella partecipazione a bandi regionali,
secondo un quadro di riferimento normativo e obiettivi comuni. Questo Piano è l’unico strumento efficace
per accedere ai finanziamenti regionali ed europei e dunque per finanziare i cambiamenti auspicati e
necessari”.
Il Piano Strategico del Verde L.I.N.F.A. proseguirà ora il proprio percorso di definizione, in raccordo con la
redazione del Piano Urbanistico Generale e con l’avvio, nei prossimi mesi, del censimento del patrimonio
arboreo comunale e delle relative valutazioni di stabilità, in collaborazione con il dottor Giovanni Battista
Guerra.





