U N A P A G I N A D I M E N T I C A T A

“Tutti ricorderanno il periodo bellico 1940/45, vissuto dalla popolazione Italiana con profonda tristezza e paura già dalla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940. In quegli anni, sembrava che le popolazioni meridionali fossero meno esposte al pericolo della guerra, invece, tanto nel nostro capoluogo quanto in provincia si vissero giorni molto tristi a causa dell’importante base navale presente a Taranto. Le cronache dell’epoca riportarono che la mattina del 12 novembre 1940, Benito Mussolini ritornò a Taranto. Quella triste mattina, nessuno più ricordava il fatidico colpo di piccone dato (nella prima visita) su una terrazza della città vecchia il 7 settembre del 1934, per avviare il risanamento della zona. Il momento era tragico: grosse unità navali, ancorate nella baia del Mar Grande erano state silurate dagli aerei inglesi, che, con improvvise incursioni notturne, misero in ginocchio la popolazione tarantina, facendo vivere ore maledette d’angoscia e di terrore. Alle ristrettezze economiche in cui vivevano le famiglie si aggiunse la preoccupazione di mettersi al riparo perciò molti tarantini cercarono rifugio nei paesi limitrofi. Ebbe inizio il penoso sfollamento dal luogo natio così minacciato per la sua strategica posizione navale. Questa pagina dimenticata, non sarà mai abbastanza riscriverla. I crispianesi svolsero un ruolo di piena adesione per il momento tragico. I nostri genitori coniugarono la crispianesità con l’ospitalità e la generosità. S‘instaurarono rapporti affettivi di sincera fratellanza che ancora oggi si ricordano. Noi abbiamo avuto il piacere d’incontrare giorni orsono, un anziano e verace tarantino, Girolamo Basile, che abitò presso la discesa “ de Marmutète”, attuale Via Dei Giardini. Nell’incontro, ci siamo arricchiti di notizie e riferimenti che aggiungiamo a quelli tramandatici dai nostri anziani. In quegli anni tristi, si rievocavano i fatti di 25 anni prima (1915/18). La paura era presente in ogni minima notizia che giungeva dal capoluogo; a Crispiano s’udivano i sinistri fragori delle incursioni aere notturne che avvenivano nel cielo tarantino.
Si presero delle precauzioni: si cercò di sbarrare le strade d’accesso a Crispiano. Uno sbarramento si approntò dove attualmente è ubicata la Caserma dei Carabinieri; in quelle vicinanze si scavò una gran trincea, ancora oggi il posto è ricordato come “U Trencerone”. Durante la guerra per un breve periodo si accamparono i soldati inglesi. A questo proposito dobbiamo ricordare Giovino Greco alias “spizzicamonète”, il quale, conoscendo la lingua inglese, fungeva da modesto interprete per alcune incombenze della popolazione o delle autorità locali. Il Greco con Donato Magazzino ed altri, fraternizzarono con i soldati inglesi. Nel 1947 dai rilievi fatti dall’Istituto Geografico Militare, U Trencerone fu riportato sul foglio 202 particella 254, della Carta d’Italia. [Aerofotogrammetria- operatore di volo Ten. Montaina, responsabile capo, Magg. Andreucci]. Il 28 Marzo 1944 a Roma avveniva l’eccidio delle Fosse Ardeatine dove fu anche trucidato Antonio Pisino detto Uccio, classe 1917, originario di Maglie in provincia di Lecce. Le notizie purtroppo, erano sotto chiavi, non solo a quell’epoca ma ancora prima. Gli anziani ricordano che si andava in piazza (quasi obbligati) per ascoltare i comunicati del Ventennio, come quello del 4 Dicembre 1935-XIV: «Sua Maestà la Regina ha diretto al capo del Governo la seguente lettera: signor Presidente, desidero Ella sappia che, fra i molti anelli nuziali che le donne d’Italia offrono per la gloria della nostra cara Patria, sarà l’anello nuziale del Re, simbolo di affetto e di fede, unito all’anello mio che dono con gioia alla Patria. Il mio anello rappresenta quanto ho di più caro, perché mi ricorda il giorno in cui ebbi la fortuna di essere italiana. Mi creda, Signor Presidente, Sua affezionatissima cugina Elena – Roma 2 Dicembre 1935- XIV.» Dal 2 ottobre XIII al 9 maggio XIV – comunicati dell’Africa Orientale – Discorsi del Duce – Deliberazioni del Governo e del Gran Consiglio del Fascismo- Tip. Fratelli Ruggeri 1936- XIV). Queste notizie si ascoltavano attraverso gli altoparlanti dell’unica radio installata sul Municipio”.
(Continua)

Fonte: Michele Annese