Campagna elettorale avvelenata

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Si sono finalmente concluse le elezioni; questa volta non farò l’abituale analisi del voto, lo affido al lettore sulla base dei risultati che riporto in calce.
Io mi occuperò dei veleni e dei processi che si scatenano durante le campagne elettorali, ad opera di capipopolo e giudici improvvisati.
E’ difficile poter ridere in tempi di recessione economica così accentuata, eppure non posso farne a meno, sentendo a destra e a sinistra personaggi che emanano sentenze con dure pene, destinate a coloro che entrati nel girone dell’inferno, hanno osato non sostenerli, nel loro impegno a farsi eleggere “democraticamente” per cambiare le cose e fare l’interesse del cittadino(non di tutti evidentemente, perché al termine dei processi ci saranno le condanne). La colpa in verità è della legge elettorale che dà voce non più ai partiti, organi veramente democratici, ma a chi non ha voce e non rappresenta neanche se stesso. Ma la gente ormai sopporta tutto e tutti; tanto ha capito che non andare a votare non è un reato, come qualcuno vuole ancora far credere, e che, stando lontano dalla politica, pur favorendo gli opportunisti e nullafacenti, fa comunque bene alla salute.
Anche in questa campagna elettorale, ma prepariamoci alla prossima che inizierà tra qualche giorno per il rinnovo della Regione, come nelle precedenti, sono state lanciate invettive, offese reciproche, accuse gratuite, programmi pochi o niente, annunciati scossoni amministrativi, politici; accuse di apparentamenti opportunistici a destra e a sinistra, pur trovandosi tutti in disgustosi “minestroni” preparati solo per vincere, prendendo in giro ancora una volta l’elettore.
Abbiamo recentemente e con iniziative lodevoli festeggiato i 63 anni della Repubblica Italiana ed esaltato i principi fondamentali della Costituzione repubblicana, riuscendo a pronunciare per l’occasione parole altisonanti , riferiti ai valori democratici e al rispetto della persona umana, ma ahimè, un linguaggio sparito nei comizi ed in special modo nelle “botteghe politiche”.
Peccato non averle risentite queste parole in campagna elettorale; chiunque l’avesse pronunciate avrebbe avuto il mio voto, non importante per alcuni candidati, ma sempre molto importante per la Costituzione e per il sistema democratico.
Fra qualche ora conosceremo il verdetto degli elettori, ma prima che ricomincino “le epurazioni”, prepariamoci alla nuova campagna elettorale regionale; vi assicuro che vedremo indossare nuove casacche, assisteremo ad apparentamenti sempre più fantasiosi e ci dobbiamo nuovamente difendere dai veleni e dai tribunali di inquisizione, sempre e soltanto in nome del popolo italiano, meglio ancora della democrazia e del rispetto della persona umana.
Meglio leggere i risultati delle “provinciali”, che riporto qui di seguito e che sono le reali espressioni dei cittadini, i quali dovremmo abituarci tutti a rispettare come persona umana, prima che come “pedina”.

Fonte: Michele Annese