CHIUDE IN CASA MOGLIE E TRE FIGLIE

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A salvarla, questa volta, è stato il cellulare. Non quello posseduto ufficialmente, ma un altro, ben nascosto in casa. E’ così che una donna di 35 anni di Crispiano è riuscita a chiamare i carabinieri, dopo essere stata picchiata e poi chiusa in casa insieme alle tre figlie piccole. Autore del crudele gesto, il marito, 31 anni, operaio al porto di Taranto.
I due sono sposati da cinque anni e vivono in un appartamento in affitto in una via centrale del paese. La donna è al secondo matrimonio, essendo vedova. Da questa nuova unione sono nate tre bambine, attualmente di sei, quattro e due anni. Domenica sera marito e moglie hanno litigato per l’ennesima volta. Il motivo è sempre lo stesso: la richiesta di soldi da parte dell’uomo, che è tossicodipendente. Una richiesta che per questo è continua e pressante, nonostante l’uomo percepisca un buon stipendio. Pare infatti che la coppia litigasse quotidianamente, nonostante la presenza in casa delle tre figlie.
Litigi accompagnati da violenza fisica: l’uomo picchiava la moglie e già in passato le aveva provocato lesioni. Per fortuna la sua furia non si era mai accanita contro le bambine.
Domenica, dunque, l’ennesimo litigio, con l’immancabile richiesta di soldi. Richiesta negata e allora giù con le botte. Ma questa volta la donna non ce l’ha fatta più. Probabilmente preoccupata per le bambine o semplicemente provata dalle continue vessazioni, ha minacciato il marito: «Adesso basta! Chiamo i carabinieri!». L’uomo, invece di placarsi, si è accanito ancora di più e al culmine di un’escalation di violenza ha distrutto il cellulare della donna. Poi è andato via di casa, chiudendo dentro a chiave moglie e figlie. Un gesto insano, che probabilmente lui ha ritenuto un efficace deterrente nei confronti di quella donna che gli negava quel denaro così necessario. Ed è così che la scena si è ripetuta ieri mattina. L’operaio è uscito, serrando dietro di sé la porta di casa, convinto di aver chiuso, insieme a quell’uscio, anche la bocca della moglie.
La reazione, invece, è stata del tutto opposta. La donna ha finalmente trovato la forza di reagire. Ben nascosto in casa aveva un altro cellulare, che si è decisa ad usare. Lo ha preso ed ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri della compagnia di Massafra, coordinati dal tenente Starace. I militari hanno rintracciato la proprietaria dell’appartamento in cui la coppia viveva ed hanno ottenuto il duplicato delle chiavi, riuscendo ad entrare in casa. La donna è stata trasportata in ospedale. Le sono state riscontrare lesioni guaribili in sette giorni.
Intanto i carabinieri sono riusciti a rintracciare l’uomo e lo hanno arrestato. Le accuse per lui sono di sequestro di persona, maltrattamenti, lesioni e violazione degli obblighi di sussistenza familiare.

Fonte: Paola Guarnieri

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