L´´autonomia di Crispiano

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Una serata di serena condivisione, di emozioni e di festeggiamenti si è vissuta nella sala consiliare nel pomeriggio di venerdì 13. Si commemorava il 90° anniversario della Crispiano moderna e si conferiva il premio Crispius al concittadino Michele Vinci, fondatore e presidente della Masmec, collocata nell’area industriale di Bari, una società che dal 1979 “progetta e realizza macchine e sistemi automatizzati complessi per montaggi, prove funzionali e controllo sulla produzione”.
Un Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria, numerose autorità militari, religiose, ex amministratori, rappresentanti dell’Assi industria, un pubblico numeroso, hanno gremito la sala. Dopo la celebrazione di una messa da parte di don Michele Colucci e don Saverio Calabresi nella Chiesa Madre, in memoria dei fautori dell’autonomia e degli amministratori defunti, e la deposizione di una corona d’alloro, ha avuto inizio il consiglio Comunale, presieduto da Francesco Luccarelli, il quale ha ricordato le tappe salienti che hanno portato il paese all’autonomia da Taranto e ha ripetuto le finalità del premio Crispius, istituito nel 1993 e assegnato “ai cittadini che col loro impegno sociale, culturale e lavorativo, danno lustro e prestigio a Crispiano, in Italia e all’estero”. Lo studioso di storia locale, prof. Angelo Bello, ha sottolineato la volontà, il sacrificio e l’impegno di pochi e validi uomini che all’inizio del secolo si adoperarono per costruire una loro storia, la storia della comunità crispianese che, rinata negli ultimi decenni del 1600 contava già, nel 1919, 5213 abitanti e oggi, a distanza di 90 anni ne conta 13.581.
E’ stato poi l’ing. Michele Vinci, a cui il presidente della Repubblica Napolitano ha consegnato il premio per l’innovazione tecnologica, a ricostruire la sua storia, una storia non pianificata, ma costruita sotto l’influenza di più casualità. Dopo le elementari fu il compianto maestro Domenico Colucci a convincere i suoi genitori a non avviarlo al lavoro dei campi ma agli studi, perché “prometteva bene”; così seguirono gli anni della media e del Liceo classico a Martina, con eventuale destinazione all’Università di Bari. Ma un altro influente personaggio deviò questo percorso, mons. Caroli di Martina Franca, che consigliò l’iscrizione al politecnico di Torino, non senza sacrifici per la famiglia. Laurea in ingegneria meccanica a 24 anni, servizio militare, poi il lavoro assicurato a Bari, al Nuovo Pignone e alla Bridgestone. Ma non era questo il punto d’arrivo: “c’era la voglia di fare di più”, di mettersi in proprio, una prova, un incognita, un sacrificio, che coinvolgevano la moglie Rosalba Tagliente e le due figlie. Dopo 30 anni la società di famiglia, la Masmec, è un’azienda a tecnologia avanzata, con 100 dipendenti, 40 % laureati.
L’ing. Vinci, attraverso un filmato, ha illustrato i vari settori di produzione, i laboratori di ricerca, l’area di analisi e di progettazione, lo staff tecnico, dichiarando che la correttezza, l’impegno e la dedizione hanno consentito un prodotto qualificato e un prestigio internazionale all’azienda.
Un altro filmato ha consentito di sfogliare le pagine di un album di famiglia: il concittadino Michele, ha scelto le foto che lo vedono ragazzo crispianese, studente organizzatore della festa della matricola con altri professionisti del paese. Promotore di feste tradizionali popolari, come il “taglio del collo della gallina”, e poi le foto di famiglia, con i genitori, i fratelli Raffaele e Giuseppe, la sorella Maria, la moglie, i suoceri, le figlie, i generi, i 4 nipotini. Ai giovani, laureati e non, Michele Vinci ha offerto la possibilità di fare uno stage, un periodo di prova nella sua azienda e ha suggerito di non portare il cervello fuori dal paese, basta porsi un obiettivo, anche piccolo, metterci tanta volontà, spirito di sacrificio, caparbietà, si otterrà sempre qualcosa; perché “non occorre sangue blu nelle vene, per avere successo e fortuna”. Al dott. Vinci, il sindaco Giuseppe Laddomada, ha donato il premio Crispius un quadro, in cui su sfondo bianco-celeste (i colori del Comune) campeggia lo stemma del paese realizzato in argento.
E’ poi seguita la consegna di attestati di merito a quei cittadini, iscritti nell’Albo d’Oro della Biblioteca “Natale”, diretta da oltre 40 anni da Michele Annese, che con le loro donazioni, hanno contribuito ad ampliare il patrimonio librario e artistico della Biblioteca.
A conclusione delle celebrazioni per il 90° anniversario, si sono svolti i tornei di tennis e di bocce, con conseguente premiazione dei vincitori, e nella piazza centrale del paese alcune classi delle scuole elementari, media inferiore e superiore, con la guida degli insegnanti hanno organizzato una manifestazione di memoria di eventi storici, proponendo figure istituzionali del paese e insegnanti della scuola elementare non più in vita, interpretate da alunni in costume. In particolare gli alunni della scuola media hanno anche realizzato una mostra di lavori artistici relativi agli eventi della storia di Crispiano, mentre ad opera degli alunni della scuola elementare è stato realizzato un grande poster riproducente i simboli del territorio e il centro abitato all’origine della storia moderna.
Il momento celebrativo realizzato dai bambini è stato accompagnato dalle note della Banda municipale di Crispiano, che a conclusione ha eseguito l’inno di Mameli cantato con passione da tutti gli alunni.

Fonte: Silvia Laddomada

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